Giulio fa’ cose: SIMONE CRISTICCHI

CARO GIULIO…

Caro Giulio
È incredibile vedere quanto affetto hai saputo generare in chi ha incrociato la tua strada. Come la tua amica Antonella che mi racconta della passione comune per i cosiddetti matti, e di quando anni fa avevi visto “Dall’altra parte del Cancello”, il mio documentario sugli ex manicomi.
Sapere che mi conoscevi, mi ha commosso molto e ho pensato di scriverti.
Avrei dovuto essere lì oggi, insieme a tutti, per cantarti quei versi che ti piacevano tanto: Ti regalerò una rosa.
Un titolo che è anche una promessa, un patto silenzioso, un’alleanza per il futuro.
Perché quando il rumore si sarà indebolito, ci saremo noi con le nostre rose e le nostre voci, a pretendere verità e dignità.
Parola questa che qualcuno ai piani alti sembra aver cancellato dal dizionario.

Viaggiando molto per l’Italia – questo paese di cui a volte mi stupisco, e altre mi vergogno – ti trovo dappertutto, sulle finestre, sui lampioni, sui balconi dei comuni, nelle piazze… quella bandiera con scritto il tuo nome.
E ogni volta mi sorprendo di questo popolo silenzioso e deciso a far sentire la propria indignazione, senza data di scadenza.
Il tuo nome che è diventato forte come un grido.
Come una richiesta di decenza.
Come un secondo battesimo.
Come una certificazione di esistenza.
Il tuo nome che è diventato
e sarà per sempre anche il nostro.

Ciao Giulio.
Il tuo amico

Simone Cristicchi

(lettera scritta in occasione de ARTMOB Udine per Giulio regeni – settembre 2016)